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giovedì 31 gennaio 2013

RESIDENZA ANAGRAFICA


Testo del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 (in supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 33 del 9 febbraio 2012), coordinato con la legge di conversione 4 aprile 2012,n.35 (in questo stesso supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo.». (12A04078)

Art. 5 D.L. 9 febbraio 2012, n. 5

Cambio di residenza in tempo reale
1. Le dichiarazioni anagrafiche di cui all'articolo 13, comma 1, lettere a), b) e c), del (( regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica )) 30 maggio 1989, n. 223, sono rese nel termine di venti giorni dalla data in cui si sono verificati i fatti utilizzando una modulistica conforme a quella pubblicata sul sito istituzionale del Ministero dell'interno. Nella modulistica e' inserito il richiamo alle sanzioni previste dall'articolo 76 del (( testo unico di cui al )) decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, in caso di false dichiarazioni.
2. Le dichiarazioni di cui al comma 1 sono rese e sottoscritte di fronte all'ufficiale di anagrafe ovvero inviate con le modalita' di cui all'articolo 38, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.
3. Fermo quanto previsto dagli articoli 5 e 6 del (( testo unico di cui al )) decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, l'ufficiale d'anagrafe, nei due giorni lavorativi successivi alla presentazione delle dichiarazioni di cui al comma 1, effettua le iscrizioni anagrafiche. Gli effetti giuridici delle iscrizioni anagrafiche (( e delle corrispondenti cancellazioni )) decorrono dalla data della dichiarazione.
4. In caso di dichiarazioni non corrispondenti al vero si applicano le disposizioni previste dagli articoli 75 e 76 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. Ove nel corso degli accertamenti svolti entro il termine di cui al comma 5 emergano discordanze con la dichiarazione resa, l'ufficiale di anagrafe segnala quanto e' emerso alla competente autorita' di pubblica sicurezza (( e al comune di provenienza )).
5. Entro il termine di cui al comma 6, con regolamento adottato, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera a), della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, sono apportate al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, le modifiche necessarie per semplificarne la disciplina e adeguarla alle disposizioni introdotte con il presente articolo, anche con riferimento al ripristino della posizione anagrafica precedente in caso di accertamenti negativi o di verificata assenza dei requisiti, prevedendo altresi' che, se nel termine di quarantacinque giorni dalla dichiarazione resa o inviata ai sensi del comma 2 non e' stata effettuata la comunicazione di cui all'articolo 10-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, con l'indicazione degli eventuali requisiti mancanti o degli accertamenti svolti con esito negativo, quanto dichiarato si considera conforme alla situazione di fatto in essere alla data della dichiarazione, ai sensi dell'articolo 20 della stessa legge n. 241 del 1990.
(( 5-bis. In occasione di consultazioni elettorali o referendarie, qualora l'ufficiale di anagrafe proceda al ripristino della posizione anagrafica precedente ai sensi del comma 5 in tempi non utili ai fini degli adempimenti di cui all'articolo 32, primo comma, numero 4), del testo unico delle leggi per la disciplina dell'elettorato attivo e per la tenuta e la revisione delle liste elettorali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, le conseguenti variazioni alle liste elettorali sono apportate non oltre il quindicesimo giorno antecedente la data della votazione. ))
6. Le disposizioni del presente articolo acquistano efficacia decorsi novanta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del presente decreto.





MINISTERO DELL'INTERNO Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali
Circolare n. 1/13
OGGETTO: Articolo 1, comma secondo, della legge 24 dicembre 1954, n. 1228, modificato dall'articolo 1, comma 18, della legge 15 luglio 2009, n. 94. Iscrizione anagrafica. Parere del Consiglio di Stato, Sez. prima, n. 4849/2012.
A1cune Prefetture hanno evidenziato la presenza di incertezze interpretative riguardanti la disposizione recata dall'articolo 1, comma secondo, della legge 24 dicembre 1954, n. 1228, come modificata dall'articolo 1, comma 18, della legge 15 luglio 2009, n. 94, in base alla quale
"L'iscrizione e la richiesta di variazione anagrafica possono dar luogo alla verifica, da parte dei
competenti uffici comunali, delle condizioni igienico-sanitarie dell 'immobile in cui il richiedente intendefissare la propria residenza. ai sensi delle vigenti norme sanitarie".
In particolare, sono emerse talune divergenze con riguardo alle modalità di applicazione di tale disposizione nei casi in cui le verifiche sulle condizioni dell'immobile presso il quale l'interessato dichiara di fissare la propria dimora abituale dia esito negativo.
A tale proposito, questa Ministero ha fornito talune indicazioni sulla norma con la circolare n. 19, del 7 agosto 2009, nel contesto della illustrazione generale del contenuto delle disposizioni recate dalla citata legge n. 94 aventi un riflesso sulla disciplina anagrafica e di stato civile.
In tale occasione estato in particolare evidenziato come la norma in esame attribuisca al comune " ... la facolta di esercitare le proprie competenze in materia sanitaria, controllando Ie condizioni igienico-sanitarie degli immobili in occasione delle richieste d'iscrizione e di variazione anagrafica", essendo essa in tal senso "...coerente con l'obbligo di chiedere l'iscrizione anagrafica, sancito dall 'art. 2, comma 1, della legge n. 1228/1954".
La stessa norma e stata inoltre oggetto di una richiesta di parere al Consiglio di Stato, tendente a risolvere Ie problematiche interpretative di cui si e fatto dianzi cenno, attraverso la individuazione di una univoca linea interpretativa.
Il suddetto Alto Consesso si espresso con 1'unito parere n. 484912012, reso dalla Prima Sezione, fornendo un'interpretazione della disposizione in commento alla luce dei principi e delle finalita proprie della disciplina anagrafica.
In tal senso, il Consiglio di Stato ha tra l'altro evidenziato come alla luce della normativa di settore l'iscrizione nei registri della popolazione residente costituisca un diritto ed un dovere di ogni cittadino italiano e straniero regolarmente soggiornante, ed ha affermato che la ".. .mancanza dei requisiti igienico sanitari non preclude, in linea di principio, la fissazione della residenza anagrafica nel luogo inidoneo".
Cia posto, si evidenzia che l' orientamento espresso dal Consiglio di Stato -per il cui approfondimento si rinvia al testo del parere reso -costituisce un importante parametro di riferimento per indirizzare l'attivita inerente all'applicazione della disciplina anagrafica, sotto 10 specifico profilo d'interesse in questa sede. Aspetto, questo, recentemente evidenziato in occasione di una interrogazione parlamentare a risposta immediata (n. 3-02627) relativa all'argomento.
Pertanto, nell'inviare il richiamato parere, si invitano le SS.LL. a volerne dare capillare informazione, in particolare assicurandone la conoscenza da parte dei Sigg. sindaci, responsabili, in qualità di ufficiali del Governo, della corretta tenuta delle anagrafi.












REPUBBLICA ITALIANA

Consiglio di Stato

Sezione Prima

Adunanza di Sezione del 13 giugno 2012




NUMERO AFFARE 04849/2012


OGGETTO:

Ministero dell'interno- Gabinetto del ministro.




art.1, comma 2, l.1228/1954 come modificato dalla l. 94/2009- iscrizione anagrafica- legittimità della richiesta di certificati di abitabilità dell'immobile e/o di idoneità alloggiativa -effetti di un
eventuale accertamento dell'insussistenza dei medesimi;

LA SEZIONE

Vista la nota di trasmissione della relazione prot. n. 17092/1-UFF.V-AFFARI TERRITORIALI in data 18/05/2012 con la quale il Ministero dell'interno - Gabinetto del ministro ha chiesto il parere
del Consiglio di Stato sull' affare consultivo in oggetto;

Esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Giancarlo Montedoro;




Premesso:

Con la relazione citata in premessa il Ministero dell'interno chiede quale sia l'interpretazione da
dare all'art. 1 , comma 2 , della legge n. 1228 del 1954, come modificato dalla legge n. 94 del 2009, che prevede che, in sede d'iscrizione anagrafica, i competenti uffici comunali possano verificare le condizioni igienico-sanitarie dell'immobile ai sensi delle vigenti norme sanitarie.

La normativa - espone il Ministero - ha suscitato dubbi da parte di alcuni sindaci ed ufficiali di
anagrafe, che vanno dalla possibilità di chiedere , ai cittadini che fanno istanza di iscrizione
anagrafica, la documentazione attestante l'abitabilità dell'immobile e/o quella relativa all'idoneità
alloggiativa, ovvero la dichiarazione sostituiva dell'atto di notorietà nella quale sia attestata la

sussistenza delle condizioni igienico-sanitarie dell'immobile, eventualmente limitando in tutto od in
parte tali richieste con riferimento ai soli cittadini dell'UE o stranieri, fino all'ipotesi di prevedere il rigetto dell'istanza in caso di accertata inesistenza dei citati requisiti ( estranea essendo la funzione dell'anagrafe rispetto a quella della verifica igienico sanitaria degli immobili ).

Considerato:

La Sezione rileva quanto segue.

La disciplina di settore ( legge n. 1228 del 1954 e d.p.r. n. 223 del 1989 ) prevede che l'iscrizione
all'anagrafe o nei registri della popolazione residente costituisce un diritto ed un dovere di ogni cittadino italiano e straniero regolarmente soggiornante sul territorio nazionale.

L'anagrafe registra coloro che hanno fissato nel comune la propria residenza, nonché coloro che, in quanto senza fissa dimora, hanno stabilito nel comune il proprio domicilio ( art. 1, comma 3, legge n. 1228 del 1954 ).

A ciò si correla la funzione dei registri anagrafici, che è quella di rilevare sia sotto in profilo individuale che familiare le posizioni dei cittadini presenti sul territorio.

La previsione di legge introduce una facoltà per i competenti uffici comunali e non un obbligo in quanto la disposizione citata recita : "possono".

Tale facoltà va legata all'esigenza di controlli reali ed effettivi - non meramente cartacei - sulla situazione di agibilità ed abitabilità degli immobili ( esigenza sempre presente ma ) innescabile anche all'atto di trasferimento della residenza anagrafica.

Ne deriva che - in linea di massima - non è necessario appesantire ed aggravare i procedimenti
amministrativi con nuove produzioni documentali e che comunque, ove lo si ritenga necessario, si
dovrà fare ricorso, opportunamente, alle dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà attestanti le situazioni igienico sanitarie dell'immobile.

Naturalmente ciò non escluderà mai il potere-dovere di controllo effettivo della situazione da parte degli uffici competenti ( aziende sanitarie locali ed uffici della Polizia municipale).

Non deve ritenersi consentito, perché violerebbe il principio di uguaglianza di cui all'art. 3 Cost.,
limitare i controlli agli stranieri ed agli extracomunitari, pur potendosi ipotizzare che le
amministrazioni, senza alcun riguardo alla cittadinanza italiana o straniera, costruiscano dei criteri
generali sulla base dei quali attivare i controlli ( esistenza di situazioni sociali di rischio; notorio degrado di alcuni quartieri ecc.).

In ultimo si ritiene che tale facoltà non determina un vero e proprio sub .procedimento necessario
del procedimento di trasferimento della residenza anagrafica sicché la mancanza dei requisiti
igienico sanitari non preclude, in linea di principio, la fissazione della residenza anagrafica nel luogo inidoneo.

Il cambio di residenza infatti si denuncia solo dopo il verificarsi del mutamento della situazione di
fatto da accertare ( ai sensi degli artt. 4 e 5 della legge n. 1228 del 1954 ) ossia dopo il trasferimento
di residenza sicché l'avvenuto cambio di residenza in immobile che sia ( ma tale non risulti )
inidoneo dal punto di vista igienico sanitario non preclude astrattamente l'iscrizione all'anagrafe.

In questo quadro va ricordato che va sempre valutata con estrema prudenza l'ipotesi del rigetto
della domanda di iscrizione anagrafica, essendo produttiva di danni risarcibili ( Cass. Sez. III 6 agosto 2004 n.15199).

Naturalmente l'Amministrazione dovrà attivare i dovuti provvedimenti di risanamento e di
sgombero degli immobili che risultino dai controlli come non rispondenti alla normativa eppure abitati .

P.Q.M.

Esprime parere nel senso di cui in parte motiva.



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