Visualizzazioni totali

giovedì 10 maggio 2012

TRASFERIMENTI - VIGILI DEL FUOCO - MOTIVAZIONI GENERICHE - ESIGENZE DI SERVIZIO


Tribunale Amministrativo Regionale Toscana sez.I 3/3/2009 n. 387; Pres. Cicciò, G., Est. Giani, R.
1. Trasferimento di un dipendente - Comunicazione di avvio del procedimento - Necessità - urgenza - deroga 
2. Trasferimento di un dipendente - Motivazione - riferimento a generiche esigenze di servizio - Illegittimità.
(omissis)
Con il ricorso introduttivo del giudizio Luciano Poli, premesso di essere capo squadra esperto del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, impugna il provvedimento denominato “ordine del giorno” n. 910 dell’11 ottobre 2008, con il quale il Comando Provinciale del Corpo di Firenze lo ha trasferito dalla sede distaccata di Empoli alla sede centrale di Firenze.
Nei confronti del provvedimento gravato il ricorrente articola censure di violazione di legge (artt. 7 e 8 della legge n. 241 del 1990 e art. 3 della stessa legge) e di eccesso di potere (manifesta ingiustizia, contraddittorietà, violazione del principio di buon andamento della p.a.).
L’Amministrazione si è costituita in giudizio per resistere al ricorso.
Con ordinanza n. 7 del 15 gennaio 2009 la Sezione ha disposto incombenti istruttori, ottemperati dalla p.a.
Alla camere di consiglio del giorno 25 febbraio 2009, relatore il dr. Riccardo Giani, sentiti i difensori comparsi, il Collegio ha trattenuto la causa per la decisione nel merito con sentenza succintamente motivata, sussistendone i presupposti e dato di ciò avviso alle parti.
Il provvedimento gravato ha il seguente tenore: “Per esigenze di servizio, si dispone con decorrenza immediata la seguente mobilità: c.s.e. Poli Luciano da turno C del distaccamento di Empoli a turno C della sede Centrale. Il posto vacante sarà coperto in occasione della prossima mobilità interna legata alla prossima assegnazione dei neo capi squadra”.
Nei confronti del suddetto atto il ricorrente formula, in primo luogo, una censura di violazione degli artt. 7 e 8 della legge n. 241 del 1990, per mancata previa comunicazione di avvio del procedimento.
Il motivo è fondato.
La legge n. 241 del 1990, all’art. 7, stabilisce che l’avvio di ogni procedimento amministrativo deve essere preceduto dalla comunicazione, rivolta al soggetto che è destinato a subire gli effetti dell’atto che si va ad adottare, con la quale lo si informa dell’apertura del procedimento medesimo e lo si mette in condizione di poter interloquire nel corso dell’istruttoria con l’autorità procedente. Nel caso che ci occupa il Poli non è stato in alcun modo previamente avvertito dell’apertura di una procedura di mobilità nei suoi confronti. È vero che lo stesso art. 7 stabilisce che è possibile derogare alla comunicazione di avvio in presenza di “ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità del procedimento”, ma nella specie non risultano sussistere queste “particolari esigenze”, tali non potendosi ritenere il generico riferimento alla presenza del ricorrente come “fonte di stress” per la sua squadra, riferimento che appare del tutto incoerente peraltro con la motivazione dell’atto legata ad “esigenze di servizio”.
Con il secondo motivo il ricorrente censura l’atto gravato per difetto di motivazione.
Anche la suddetta censura appare fondata.
La disposta mobilità è motivata con il solo generico riferimento ad “esigenze di servizio”, il che sembrerebbe alludere a necessità nell’organizzazione del servizio stesso che richiedono la presenza di un capo squadra esperto in più a Firenze rispetto a Empoli. Ma, incoerentemente rispetto a ciò, nella nota del Comandante provinciale del 14 gennaio 2009 non si parla più di esigenze organizzative ma del comportamento e delle difficoltà personali del Poli. Tutto ciò a dimostrazione di una non corretta esplicitazione dei profili motivazionali nell’atto impugnato.
Le ulteriori censure possono essere assorbite.
Alla luce delle considerazioni che precedono il ricorso deve essere accolto, salvi in ogni caso i successivi provvedimenti dell’Amministrazione, con compensazione delle spese di lite.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana, 1^ Sez., definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso e per l’effetto annulla il provvedimento impugnato.
Compensa tra le parti le spese di giudizio. 
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.