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giovedì 10 maggio 2012

SINDROME DISFORICA


REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE DEI CONTI
SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE SICILIANA
composta dal magistrato:
dott. VALTER DEL ROSARIO
in funzione di Giudice monocratico in materia pensionistica, ai sensi della L.21.7.2000, n.205, ha pronunciato la seguente
SENTENZA
(Numero 2234/2007)
sul ricorso iscritto al n.14425 (ex 5479/M) del registro di segreteria, proposto da C. V. Emanuele, nato a Xxxxx (EN) il 29.3.1962, avverso il decreto del Ministero della Difesa- Direzione Generale delle Pensioni- Div. 8^ n.182, datato 28.2.1983 (posizione n.28342);
visti il D.L. 15.11.1993, n.453, convertito, con modificazioni, in L. 14.1.1994, n.19, e la L. 21.7.2000, n.205;
visti tutti gli atti e documenti di causa;
udito nella pubblica udienza del 25.1.2007 il ricorrente C. V.; non comparso alcuno per il Ministero della Difesa.
FATTO
Con il ricorso in epigrafe indicato C. V. (ex allievo carabiniere ausiliario in servizio di leva) ha impugnato il decreto del Ministero della Difesa- Direzione Generale delle Pensioni- Div. 8^ n.182, datato 28.2.1983, con il quale gli era stata negata la concessione della pensione privilegiata ordinaria tabellare per l'infermità “nevrosi disforico-depressiva di probabile natura reattiva”, dichiarata non dipendente da causa di servizio.
Dagli atti risulta che il C.:
dopo aver superato le selezioni per esser ammesso a prestare il servizio militare di leva come allievo carabiniere ausiliario, fu chiamato alle armi in data 25.11.1980 ed assegnato alla Scuola Allievi Carabinieri di Chieti;
dal 12 al 13.1.1981 fu ricoverato all'ospedale militare di Chieti, ove fu riscontrato affetto da “sindrome disforica”;
fruì quindi di licenze di convalescenza (intervallate da brevi ricoveri presso l'ospedale militare di Palermo, a fini di controllo dell'evoluzione della patologia neuropsichica) sino al 15.7.1981, quando fu riformato e congedato.
Avendo presentato in data 3.6.1981 domanda per il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio dell'infermità nervosa (che, a suo avviso, sarebbe stata determinata dal notevole stress psico-fisico e da eventi traumatizzanti sofferti in caserma) e per l'attribuzione del trattamento pensionistico privilegiato, il C. fu visitato dalla Commissione Medica di Palermo, la quale, posta diagnosi di “nevrosi disforico-depressiva di probabile natura reattiva”, dichiarò nel verbale n.87 del 27.1.1982 che trattavasi di patologia non dipendente dal breve servizio prestato ma correlata in maniera preponderante alla predisposizione endogeno-costituzionale del C..
In via ipotetica, secondo la Commissione Medica, la menomazione dell'integrità fisica subita dal C. sarebbe stata ascrivibile ad assegno privilegiato di 6^ categoria, tabella A, per anni due.
Tale responso negativo fu confermato dalla Commissione Medica di II^ Istanza presso la Direzione di Sanità dell'11° Co.Mili.Ter. con verbale n.14 del 3.1.1983 e quindi recepito nel decreto ministeriale impugnato.
Con il ricorso giurisdizionale e con la memoria conclusionale depositata il 15.1.2007 il C. ha evidenziato che:
anteriormente alla chiamata alle armi egli era esente da infermità nervose, tant'è vero che, prima d'essere arruolato come allievo carabiniere ausiliario, era stato riconosciuto idoneo in occasione di ben tre visite mediche di selezione attitudinale;
i disturbi neuropsichici erano insorti dopo circa un mese di servizio a causa di molteplici fattori: repentino mutamento del regime di vita e notevoli problemi di ambientamento in un contesto sociale assai diverso da quello abituale (di tipo contadino in una zona remota della Sicilia); gravi difficoltà nei rapporti interpersonali con i commilitoni, dai quali veniva emarginato e sottoposto a pesanti episodi di “nonnismo” (da lui tempestivamente segnalati ai superiori già prima del ricovero nel gennaio 1981 presso l'ospedale militare di Chieti); stress psichico dovuto a difficoltà d'apprendimento e di concentrazione negli studi;
la sindrome disforico-depressiva era progressivamente regredita dopo il collocamento in congedo per riforma, pervenendo a completa guarigione dopo circa due anni di adeguate terapie psichiatriche.
A sostegno delle proprie tesi il C. ha allegato copia delle prescrizioni farmacologiche rilasciategli dai medici curanti nel biennio 1981-83 nonché una relazione redatta in data 13.1.2007 dal prof. Leonardo Bruni, in cui si fornisce una ricostruzione analitica delle cause d'insorgenza e della successiva totale regressione della patologia nervosa in questione.
Conclusivamente, il C. ha chiesto che gli sia riconosciuto il diritto a percepire l'assegno privilegiato di 6^ categoria, tabella A, per anni due, con decorrenza dal congedo.
In udienza il medesimo ha ribadito le proprie pretese ed ha chiesto altresì che, in caso d'accoglimento del ricorso, sia stabilito che sulle somme arretrate spettantigli debbano essere computati gli interessi legali ed il differenziale di rivalutazione monetaria, in quanto soggetto appartenente alla categoria del “modesto consumatore”.
DIRITTO
Il Giudice, esaminati accuratamente gli atti processuali alla luce dei principii giuridici contenuti nell'art. 64 del D.P.R. 29.12.1973, n.1092, reputa che il ricorso proposto da C. V. sia meritevole d'accoglimento.
Nella citata disposizione si sottolinea, in particolare, che, per potersi procedere alla concessione di pensione privilegiata ordinaria, occorre, in primo luogo, che le infermità o le lesioni invalidanti siano effettivamente dipendenti da specifici fatti di servizio, ossia che questi ultimi ne siano stati causa diretta o, perlomeno, concausa efficiente e determinante.
Per “fatti di servizio” si debbono intendere eventi e circostanze strettamente correlati all'adempimento degli obblighi di servizio imposti al soggetto interessato.
In altri termini, il servizio svolto deve aver assunto, nel caso concreto, un effettivo e significativo ruolo causale o concausale nel determinismo dell'infermità o lesione invalidante ad esso ipoteticamente rapportabile.
Ciò premesso dal punto di vista normativo, il Giudice osserva che nel caso di specie:
in occasione delle varie e notoriamente accurate visite mediche di selezione il C. fu dichiarato incondizionatamente idoneo al servizio militare di leva da prestarsi in qualità di carabiniere ausiliario;
egli iniziò a lamentare disturbi neuropsichici soltanto dopo circa un mese di servizio;
nei rapporti del comandante della Scuola Allievi Carabinieri di Chieti e del Dirigente del relativo Servizio Sanitario sono ampiamente confermati e descritti i gravi problemi d'ambientamento del C., le notevoli difficoltà nelle sue relazioni con i commilitoni (dai quali, assai verosimilmente, era sottoposto a continui e pesanti episodi di “nonnismo”), l'evidente stress psico-fisico nell'affrontare studi a lui non congeniali ecc.;
la “nevrosi disforico-depressiva”, manifestatasi a carico del C. durante il servizio militare, era quindi sicuramente di natura reattiva (come ben argomentato nella relazione del prof. Leonardo Bruni) e non dovuta a fattori endogeno-costituzionali, tant'è vero che essa regredì progressivamente dopo che il C. fu riformato e collocato in congedo, pervenendo a totale guarigione dopo circa due anni di terapie.
Sulla base di tali elementi oggettivi il Giudice non reputa quindi condivisibili i pareri espressi dalle competenti Commissioni mediche, secondo le quali trattavasi d'infermità non ricollegabile a fattori nocivi di servizio.
Considerata l'evoluzione migliorativa della patologia neuropsichica contratta dal C. per causa di servizio e tenuto conto dei criteri di classificazione contenuti nelle tabelle allegate ai DD.PP.RR. 23.12.1978, n.915, e 30.12.1981, n.834, il Giudice ritiene che al medesimo debba essere riconosciuto il diritto a percepire (come da lui chiesto nella memoria conclusionale ed in udienza) l'assegno privilegiato di 6^ categoria, tabella A, per anni due, a decorrere dal 16.7.1981 (conformemente al giudizio medico-legale espresso, in via ipotetica, nel verbale n.87, datato 27.1.1982, della Commissione Medica presso l'ospedale militare di Palermo).
PER QUESTI MOTIVI
la Corte dei Conti, Sezione giurisdizionale per la Regione Siciliana, definitivamente pronunciando, ACCOGLIE il ricorso in epigrafe indicato e, per l'effetto, riconosce il diritto di C. V. (ex allievo carabiniere ausiliario in servizio di leva) a percepire, a carico del Ministero della Difesa, l'assegno privilegiato di 6^ categoria, tabella A, per anni due, a decorrere dal 16.7.1981 (giorno successivo al suo collocamento in congedo per riforma).
Sulle somme arretrate spettanti al C. dovranno essere calcolati separatamente (ai sensi dell'art. 1224 del c.c., considerato che il beneficiario appartiene alla categoria del “modesto consumatore”, sulla cui situazione economica incide nocivamente il notorio fenomeno dell'inflazione monetaria, e tenuto conto altresì dei principii generali enunciati nella sentenza delle Sezioni Riunite della Corte dei Conti n.10/2002/Q.M.) gli interessi legali e la rivalutazione monetaria (quest'ultima da corrispondersi, però, limitatamente al maggior danno derivante dall'eventuale differenza tra la svalutazione monetaria, calcolata anno per anno in base agli indici di cui all'art. 150 disp. att. del c.p.c., e gli interessi legali).
Sussistono idonei motivi per dichiarare compensate tra le parti le spese di giudizio.
Così deciso a Palermo, nell'udienza del 25.1.2007.
Il giudice unico
F.to (dott. Valter Del Rosario)
sentenza pubblicata a Palermo in data 03 settembre 2007

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