Visualizzazioni totali

sabato 26 maggio 2012

IL TAR SOSPENDE IL TRASFERIMENTO DI UN MILITARE - MODALITA' PREGIUDIZIEVOLI PER LE ESIGENZE FAMIGLIARI


N. 00363/2012 REG.PROV.COLL.
N. 00628/2011 REG.RIC.
R E P U B B L I C A   I T A L I A N A
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Emilia Romagna
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 628 del  2011, integrato da motivi aggiunti, proposto da: 
Maurizio Canino, rappresentato e difeso dall'avv. Serena Arcuri, con domicilio eletto presso Segreteria Tar in Bologna, Strada Maggiore 53; 
contro
Ministero della Difesa, rappresentato e difeso dall'Avvocatura dello Stato, domiciliata per legge in Bologna, via Guido Reni
4; Comando 66° Rgt "Trieste" di Forlì; 
per l'annullamento
dell'ordine di trasferimento notificato al ricorrente il 18 febbraio 2011;
dell'ordine di trasferimento di cui alla comunicazione datata 16/02/2012 e notificata al ricorrente in data 18/02/2012 (motivi aggiunti);
Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero della Difesa;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 10 maggio 2012 il dott. Ugo Di Benedetto e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
1.Il ricorrente è un maresciallo capo, dipendente del Ministero della difesa, con la qualifica di contabile presso il 66° Rgt F. “Trieste” di Forlì, sposato e padre di due figlie residenti in Forlì.
L’Amministrazione ne ha disposto il trasferimento da Forlì a Roma, a seguito  della messa in disponibilità del proprio comandante. Avverso detti provvedimenti presentava ricorso al T.A.R. deducendone l’illegittimità. Si costituiva in giudizio l’Amministrazione intimata che contro deduceva alle avverse doglianze e concludeva per il rigetto del ricorso. A seguito dell’acquisizione in giudizio  di copia integrale del provvedimento di  trasferimento ed in  considerazione dei successivi documenti prodotti venivano notificati ulteriori motivi aggiunti. Le parti sviluppavano le rispettive difese con separate memorie e la causa veniva trattenuta in decisione all’odierna udienza.
2. In linea di fatto va osservato che il trasferimento è stato disposto a seguito della messa in disponibilità del proprio comandante della sola posizione del ricorrente per quanto concerne il reparto di appartenenza. Non si tratta, pertanto,  di una pianificazione di carattere generale mossa dalla necessità  di sopperire a diverse esigenze organiche di tutto il territorio nazionale.
La documentazione acquisita in giudizio soltanto nel febbraio 2012, costituita dalla nota della stessa amministrazione del 29 dicembre 2011, prot. 0023 183, precisa che non vi è alcun piano di esubero se non la messa in disponibilità in sede di pianificazione decentrata da cui risulta essere l’unico sottufficiale del reggimento in mobilità. Dallo stesso specchio della pianificazione decentrata risulta che la ragione della messa in disponibilità non è l’esubero del personale rispetto alla pianta organica del reggimento bensì la “venuta meno del rapporto di fiducia con il comandante”.
Come emerge dalla registrazione fonografica prodotta agli atti il cui contenuto è stato trascritto, e non contestato dall’Amministrazione, che quindi, può costituire un elemento di giudizio ai sensi dell’articolo 63, comma 5°, del C.P.A., e può essere posto a fondamento della decisione ai sensi dell’articolo 64, comma 2°, del C.P.A., a seguito del disappunto del comandante conseguente ad una richiesta di accesso agli atti del ricorrente, quest’ultimo aveva ritenuto che il ricorrente non avesse più fiducia nell’amministrazione e che “quando me  lo chiederanno la metterò in  pianificazione, la metterò disponibile”.
3. Alla luce della nuova documentazione acquisita in giudizio, proveniente dalla stessa amministrazione, può ritenersi comprovato che la ragione del trasferimento non è costituita da esigenze di organico o di servizio bensì dal “venir meno del rapporto di fiducia con il comandante”(così è motivato lo specchio della pianificazione d’impiego) e che la ragione del venir
meno di detto rapporto di fiducia, è rappresentata dalla contestazione in via gerarchica del rapporto informativo, condivisa dal diretto centrale che l’ha annullato in accoglimento del ricorso, nonché la richiesta di accesso agli atti.
4. Certamente l’Amministrazione non ha  l’onere di motivare il trasferimento dei militari ed ha ampia discrezionalità nell’effettuazione delle scelte organizzatorie, tuttavia, nel particolarissimo caso concreto, dalla documentazione proveniente dall’amministrazione, e solo recentemente acquisita agli atti, è emersa che la ragione del trasferimento non è l’esubero nel reggimento di provenienza né la carenza di organico nella sede di destinazione bensì soltanto il venir meno del rapporto di fiducia con il comandante che, come risulta dalla registrazioni fonografiche, il cui contenuto non è contestato, deriva dalla circostanza di aver impugnato,  con successo, in via gerarchica, il rapporto informativo, e di  aver esercitato il diritto di accesso per conoscere documentazione che lo riguardava. Ciò rende superfluo acquisire in via istruttoria l’organico dei contabili nel reggimento di destinazione che l’amministrazione non ha prodotto in giudizio nonostante l’esplicita richiesta della difesa del ricorrente.
5. In conclusione il ricorso è fondato perché sussiste il dedotto eccesso di potere avendo l’Amministrazione utilizzato il potere organizzatorio che ha come presupposto l’esistenza di esuberi di personale in alcuni reparti e carenza di organico in altri, in realtà per un fine diverso attinenti ai rapporti personali tra il ricorrente ed il comandante, tra l’altro con modalità inutilmente e particolarmente pregiudizievoli per le esigenze familiari del ricorrente stesso.
6. Per tali ragioni il ricorso va accolto e, per l’effetto, vanno annullati i provvedimenti impugnati, con conseguente obbligo per l’amministrazione di riassegnare il ricorrente nel reparto di provenienza.
7. Va, invece, respinta la domanda risarcitoria per carenza di prova. 
Non sussiste alcun danno economico non essendo stato ancora  attuato il trasferimento mentre la presente decisione ripristina pienamente la posizione del ricorrente. Né sussiste alcun demansionamento essendo stato il dipendente trasferito per  lo svolgimento delle proprie mansioni di contabile e non essendo stato demansionato neppure nel posto di provenienza. In realtà il dipendente lamenta una situazione, quale effetto del provvedimento,  che non costituisce un reale pregiudizio risarcibile bensì uno stato psicologico rappresentato da comprensibili disagi, patema d’animo e fastidi soggettivi ma che sul piano oggettivo non raggiungono la “soglia di gravità” richiesta dalla giurisprudenza per risarcire il cosiddetto danno esistenziale nei limiti delineati ormai dalla giurisprudenza della cassazione (Cass. Sez Un., Sentenza 24 giugno - 11 novembre 2008, n. 26972 Cassazione civile , sez. III, 14 dicembre 2009 , n. 26178), quale aspetto del danno alla persona . 
8. Sussistono giustificate ragioni per la  compensazione tra le parti delle spese di causa attesa la soccombenza reciproca conseguente al rigetto della domanda risarcitoria.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per l'Emilia Romagna (Sezione Prima)
definitivamente pronunciando sul ricorso,  come in epigrafe proposto, lo accoglie  e, per l’effetto annulla i provvedimenti
impugnati e dispone come in motivazione.
Respinge la domanda risarcitoria.
Spese compensate
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.