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martedì 26 luglio 2011

NON PUO' ESSERE ESCLUSO DAL CONCORSO NELLA G.d.F. CHI HA FATTO USO EPISODICO DI STUPEFACENTII


Consiglio di Stato
Sezione IV
Sentenza 27 giugno 2011, n. 3854
N. 03854/2011REG.PROV.COLL.
N. 06747/2010 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale (Sezione Quarta)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso in appello n. 6747 del 2010, proposto dal Ministero dell’economia e delle finanze -
Comando generale della Guardia di finanza, in persona del ministro legale rappresentante pro
tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, e presso la stessa domiciliato
ex lege in Roma, via dei Portoghesi n.12;
contro
D M, rappresentato e difeso dagli avv.ti Mario Pasquale Fortunato, Bruno Coluccio e Giuseppe
Gargiulo, ed elettivamente domiciliato, unitamente ai difensori, presso il Centro servizi di P.
Cantatore in Roma, via dello Statuto n. 62, come da mandato a margine della comparsa di
costituzione e risposta;
per l’annullamento
della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, sezione seconda, n. 5033 del 30
marzo 2010;
Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di D M;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 29 marzo 2011 il Cons. Diego Sabatino e udito per le parti
l’avvocato dello Stato Maurizio Greco;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO
Con ricorso iscritto al n. 6747 del 2010, il Ministero dell’economia e delle finanze - Comando
generale della Guardia di finanza propone appello avverso la sentenza del Tribunale amministrativo
regionale per il Lazio, sezione seconda, n. 5033 del 30 marzo 2010 con la quale è stato accolto il
ricorso proposto da D M per l'annullamento della determina del Comando Generale della Guardia di
Finanza del 20.01.2010 di esclusione del ricorrente dal concorso per titoli ed esami per il
reclutamento di 147 allievi finanzieri del contingente ordinario della Guardia di Finanza per l'anno
2009, poiché non in possesso del requisito di cui all'art. 2, comma 1, lettera g) del bando, nonché
della proposta di esclusione, della determinazione in data 17 giugno 2009.
A sostegno delle doglianze proposte dinanzi al giudice di prime cure, la parte ricorrente aveva
premesso di aver partecipato al concorso per titoli ed esami per il reclutamento di 147 allievi
finanzieri del contingente ordinario della Guardia di Finanza per l'anno 2009, risultandone escluso
perchè non in possesso del requisito di cui all'art. 2, comma 1, lettera g) del bando. In particolare,
gli veniva contestato un episodio, risalente al 15 agosto 1999, quando era stato segnalato dalla
compagnia carabinieri di Pozzuoli per illecita detenzione di sostanza stupefacente presumibilmente
di tipo hashish.
Avverso il provvedimento esclusivo, proponeva ricorso al T.A.R., evidenziando l’illegittimità
dell’azione amministrativa che non aveva considerato la minima rilevanza del fatto.
Costituitosi il Ministero dell’economia e delle finanze - Comando generale della Guardia di finanza,
il ricorso veniva deciso con la sentenza appellata. In essa, il T.A.R. riteneva fondate le doglianze,
facendo riferimento alla giurisprudenza consolidata di questo Consiglio in merito alla valutazione
della gravità del fatto imputato.
Contestando le statuizioni del primo giudice, la parte appellante evidenziava la correttezza del
comportamento dell’amministrazione, in relazione alle peculiarità delle funzioni del Corpo della
Guardia di finanza.
Nel giudizio di appello, si costituiva D M, chiedendo di dichiarare inammissibile o, in via gradata,
rigettare il ricorso.
All’udienza del 31 agosto 2010, l’istanza cautelare veniva respinta con ordinanza n. 3980/2010.
Alla pubblica udienza del 29 marzo 2011, il ricorso è stato discusso ed assunto in decisione.
DIRITTO
1. - L’appello non è fondato e va respinto per i motivi di seguito precisati.
2. - Con l’unico motivo di diritto, l’amministrazione appellante evidenzia come la condotta
censurata in sede concorsuale, consistente nell’aver fatto uso di stupefacenti, sia stata correttamente
posta a fondamento della decisione di esclusione, essendo idonea ad escludere integri nel caso in
specie. In particolare, viene contestato che il fatto attribuito all’appellato potesse essere considerato
come momento episodico, in ragione dell’assunzione anche saltuaria di sostanza stupefacente come
elemento sufficiente a considerare integrata la ragione di esclusione dal concorso.
2.1. - La doglianza non è condivisibile.
La giurisprudenza della Sezione ha evidenziato, con continuità di orientamenti, come l’eventuale
assunzione di sostanze stupefacenti, qualora il fatto abbia avuto caratteri di unicità e si connoti di
altri elementi che siano idonei a farne escludere la reiterazione, non possa essere ex se elemento
escludente per la partecipazione ai concorsi nelle forze armate.
In particolare, tracciando un quadro dei fatti dai quali l’amministrazione può trarre una valutazione
della rilevanza della fattispecie, si è affermato che un singolo e isolato episodio di assunzione di
sostanza stupefacente, avvenuto in giovanissima età e risalente nel tempo, non può essere
ragionevolmente assunto come indice rivelatore di mancanza delle qualità morali che si richiedono
agli aspiranti all'arruolamento nei corpi armati e di polizia dello Stato (Consiglio di Stato, sez. IV,
31 marzo 2009, n. 1897), così che tale singola circostanza non può essere posta a fondamento del
giudizio di non possesso della condotta incensurabile da parte di soggetto candidato
all'arruolamento nelle Forze armate (Consiglio di Stato, sez. IV, 16 aprile 2010, n. 2173).
Nel caso in esame, poi, il candidato ha evidenziato altri elementi aggiuntivi a dimostrazione della
reale unicità del fatto, quali lo svolgimento del periodo triennale di ferma quale volontario delle
forze armate.
Si tratta quindi di un complesso di circostanze che escludono che il mero richiamo al precedente
episodio effettivamente accertato comporti in sé la prova dell’esistenza di fatti ostativi alla
partecipazione alla procedura concorsuale. Pertanto, sotto tale profilo di carenza motivazionale,
deve essere ritenuta del tutto corretta la valutazione operata dal giudice di prime cure, la cui
decisione va integralmente confermata.
3. - L’appello va quindi respinto. Le spese processuali seguono la soccombenza e si liquidano come
in dispositivo.
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta), definitivamente pronunziando in
merito al ricorso in epigrafe, così provvede:
1. Respinge l’appello n. 6747 del 2010;
2. Condanna il Ministero dell’economia e delle finanze - Comando generale della Guardia di
finanza a rifondere a D M le spese del presente grado di giudizio che liquida in €. 3.000,00 (euro
tremila, comprensivi di spese, diritti di procuratore e onorari di avvocato) oltre I.V.A., C.N.A.P. e
rimborso spese generali, come per legge.
Ordina che la presente decisione sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del giorno 29 marzo 2011, dal Consiglio di Stato in
sede giurisdizionale – Sezione Quarta - con la partecipazione dei signori:
Giorgio Giaccardi, Presidente
Diego Sabatino, Consigliere, Estensore
Andrea Migliozzi, Consigliere
Fulvio Rocco, Consigliere
Silvia La Guardia, Consigliere
L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 27/06/2011
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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