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mercoledì 18 maggio 2011

C.D.S. - IL GIUDICE DI PACE E' COMPETENTE. - Cass. Civ. 6463/2011

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE
SEZIONE II CIVILE
Ordinanza 21 marzo 2011, n. 6463
Svolgimento del processo - Motivi della decisione
Il giudice di pace di Milano con sentenza 7 marzo 2006 rilevava che il 9 maggio 2005 D.S.R.
aveva proposto opposizione avverso la cartella esattoriale n. ****, emessa dalla s.p.a. Esatri,
per la riscossione dell'importo di sanzioni amministrative relative a 124 verbali di
accertamento, per violazioni del codice della strada, commesse negli anni 1998-1999.
Il giudice di pace - ritenuto che dovesse operare, ai f ini della competenza per valore, il criterio
del cumulo previsto dall'art. 10 c.p.c., comma 2 - si dichiarava incompetente, in favore del
tribunale di Milano. Rilevava che le sanzioni irrogate dal comune ambrosiano ammontavano a
circa 24.000,00 Euro, importo superiore al limite massimo di competenza previsto per il
giudice di pace.
D.S. riassumeva la causa davanti al tribunale di Milano, che, con ordinanza del ventinove
novembre 2007, ha richiesto d'ufficio il regolamento di competenza. In motivazione ha
contestato l'assunto del giudice rimettente, ravvisando la competenza funzionale del giudice di
pace, con esclusione dell'applicabilità del cumulo ex art. 10 c.p.c.
Attivata la procedura in Camera di consiglio, con ordinanza interlocutoria resa all'udienza del 3
ottobre 2008, questa Corte ha disposto l'acquisizione di atti mancanti nel fascicolo
trasmessole.
Sono stati pertanto acquisiti la sentenza del giudice di pace e la prova della comunicazione alle
parti dell'ordinanza del tribunale di Milano. Le parti non si sono costituite nel presente
procedimento.
E' stata redatta e comunicata nuova relazione pre liminare ex art. 380 bis c.p.c., e rifissata
adunanza camerale.
L'istanza, come rilevato dal Consigliere relatore nella relazione preliminare, è fondata.
E' stato rilevato che Cass. 15694/05 ha già avuto modo di affermare che in tema di sanzioni
amministrative, il combinato disposto del D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 205, comma 3, e della L.
n. 689 del 1981, art. 22 bis, attribuisce, in via generale, al giudice di pace la competenza per
materia a provvedere sulle opposizioni avverso gli atti di contestazione o di notif icazione di
violazioni del codice della strada, senza alcun limite di valore, a nulla rilevando che non sia
riportato l'inciso "qualunque ne sia il valore", presente invece (per motivi di tecnica normativa)
nell'art. 7 cod. proc. civ., comma 2, atteso che l'assegnazione alla competenza per materia
deriva dalla natura del rapporto giuridico dedotto in giudizio. Ha inoltre conseguentemente
ritenuto che l'art. 104 cod. proc. civ., nel prevedere che domande formulate nei confronti della
stessa parte (anche non altrimenti connesse) ed appartenenti alla competenza di giudici diversi
possano essere proposte davanti al medesimo giudice a causa del vincolo di connessione
soggettiva, consente la deroga, per espresso richiamo all'art. 10 cod. proc. civ., comma 2, alla
sola competenza per valore in favore del giudice superiore e non anche la deroga alla
competenza per materia del giudice inferiore, se essa è attribuita senza alcun limite di valore
in dipendenza del rapporto dedotto in giudizio (Cass., Sez. 1^, 16 dicembre 1996, n. 11212;
Cass., Sez. 2^, 23 agosto 2002, n. 12459; Cass., Sez. 2^, 24 settembre 2007, n. 19598);
Anche il collegio pertanto ritiene che è in errore il giudice di pace che neghi la propria
competenza in una causa relativa ad opposizione avverso più atti di contestazione di violazioni
del codice della strada, attribuita alla sua competenza per materia, in ragione del cumulo del
valore.
Questa Sezione ha confermato tale orientamento interpretativo in altro precedente - Cass 3506
del 2010 - relativo alle stesse parti, sorto a seguito di conflitto tra il tribunale di Brescia e il
tribunale di Milano in relazione ad altra cartella esattoriale. Lo ha da ultimo ribadito in Cass.
10412/10.
Ne consegue che la competenza sulla opposizione instaurata dal D. S. deve essere attribuita al
giudice di pace di Milano.
Sulle spese del giudizio di cassazione dovrà provvedere il giudice del merito.
P.Q.M.
La Corte accoglie l'istanza di regolamento di competenza e dichiara la competenza del Giudice
di pace di Milano; Concede termine massimo di legge per la riassunzione. Rimette la pronuncia
sulle spese al giudice del merito.

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